Fondamenta

Inizio il mio percorso qui su internet con un accenno ad un libro, uno tra i più utili e che più ho amato della mia carriera universitaria.

Da matricola, nella mia prima settimana di corsi, mi trovavo a dover ancora scegliere i miei due esami opzionali. Ero indeciso tra diverse possibilità, e solo una era la mia certezza: “Storia della Psicologia” …proprio no. Me ne parlavano tutti come di un esame tra i più difficili; non di per sé, ma per via della severità estrema del professore che lo teneva. Inoltre, la scuola superiore mi aveva lasciato un importante insegnamento sulla Storia: imparare a memoria i vari fatterelli con le loro relative date e personalità protagoniste… …ecco, quella era una delle poche cose che senza dubbio non faceva proprio per me. Adesso …secondo voi, a quale lezione intendeva invece andare la ragazzetta di cui m’ero invaghito lì per lì? …avete già capito in quale lezione mi sono quindi ritrovato mio malgrado, ve’? ^^

E meno male: è stato l’inizio della mia riconciliazione con la Storia. Il professore detto severissimo, come spesso avviene, era tra i più preparati ed interessanti che avrei mai trovato, ed il programma del suo corso era fantastico, ben oltre le mie aspettative. Scoprii che se volevo mi attendevano lo studio dello sviluppo della psicologia come disciplina scientifica, un breve approfondimento sugli sviluppi della psicologia in Italia, e in particolare lo studio dell’epistemologia nell’ambito di questa disciplina. Nessuna di queste cose mi ha più abbandonato. Da allora, nell’approcciarmi al programma di un nuovo esame, divenni capace di inquadrarlo nel suo panorama storico e nelle sue fondamenta epistemologiche; nei suoi pregi e nei suoi limiti. E quest’ultima piccola magia mi divenne possibile in particolare grazie al libro “Antinomie epistemologiche nella psicologia contemporanea”, di Sadi Marhaba. Lì si trovano paroloni come “storicismo”, “psicologia mecanomorfica”, “psicologia antropomorfica”, “molecolarismo”, “molarismo”, “riduzionismo”, “soggettivismo”, ed altri. In breve, ci si trova la mappa della gran parte dei possibili punti di vista nello studio della psicologia. E, di conseguenza, nella pratica della Psicoterapia. E’ un libro da addetti ai lavori più che per il grande pubblico. Un po’ ostico all’inizio, ma alla fine di una chiarezza rara. E soprattutto, è un bell’antidoto contro le pretese di onniscienza ed assoluta novità di alcuni esagerati professoroni.